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Visualizzazione dei post da 2010
Informo che venerdí 10 dicembre 2010 , 18:15, in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1, avrà luogo una conferenza di Adriano Bazzocco sul tema “ Chi non sa tacere nuoce alla Patria !” Censura e autocensura nella Svizzera italiana durante la seconda guerra mondiale La conferenza è promossa dall'ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA di BASILEA altre info: www.asri-basilea.ch / info@asri-basilea.ch

Almanacco del Grigioni Italiano 2011

Recentemente ho ricevuto una copia omaggio dell'Almanacco del Grigioni italiano 2011. Tanti gli articoli e le note che meritano attenzione, come uno studio che lo storico dell'arte Gian Casper Bott ha dedicato al restauro dell'oratorio e ossario Sant'Anna a Poschiavo. Lo studioso ha descritto "gli avvenimenti sociali, storici e artistici di questa straordinaria cappella". Da leggere anche le "Storie di relazioni umane e di contrabbando" a firma di Dante Peduzzi e "Il castagno è parte della nostra cultura" di Luca Plozza. Tra le note, invece, segnalo quelle firmate da Lino Succetti sulla Mesolcina ed una di Sabina Spinnler dedicata a Cauco. Nell'Almanacco viene proposta ai lettori anche un'intervista rilasciatami all'inizio di quest'anno dallo scrittore Gerry Mottis.

Trasporti, sviluppo economico e identità nella Svizzera italiana

ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA - BASILEA Conferenza del prof. Remigio Ratti Rettore magnifico dell’Università di Friburgo Trasporti, sviluppo economico e identità nella Svizzera italiana – Il ruolo del San Gottardo, dalla galleria di Favre ad Alptransit . Venerdí 19 novembre 2010, ore 18:15 in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1   Remigio Ratti Economista, studi a Friburgo, Trieste e Leeds (GB).  Professore titolare  nell’Università di Friburgo e docente all’USI e all’Epfl. E’ stato Consigliere nazionale e direttore della RTSI. Tra le sue ricerche, sovente interdisciplinari: economia ed identità, teoria e pratica della cooperazione transfrontaliera, i trasporti internazionali di transito, innovazione e territorialità. Pubblicazioni più recenti (Giampiero Casagrande Editore): “Leggere la Svizzera” (2005), “Identità nella globalità” (con O. Mazzoleni, 2009) e “Svizzera segreta?”(2009). La doppia perifericità della Svizzera italiana

"L'anno della valanga" di Giovanni Orelli

Da Luigi Giovannini (Villorba - Treviso) ricevo e propongo questo post su un libro dello scrittore elvetico Giovanni Orelli . Giovanni Orelli ebbe i suoi natali a Bedretto in Svizzera nel 1928. Studiò a Zurigo e poi a Milano. Conseguì la laurea in filosofia medioevale ed umanistica. Insegnò nel liceo cantonale di Lugano e fu collaboratore del settimanale “Politica nuova”. Ottenne diversi premi letterari e si schierò politicamente nel partito socialista ricoprendo il seggio di deputato al Gran Consiglio del Canton Ticino per una legislatura. La sua carriera letteraria ebbe inizio nel 1965 con il libro “L’anno della valanga”, vincitore del premio "Veillon". Assieme alle numerose opere che gli sono attribuite e che lo hanno elevato al livello di ottimo prosatore, viene ricordato anche per aver percorso la strada poetica sia con opere in italiano che nel dialetto di Bedretto. Questo antico borgo da il nome all’omonima valle dalla quale, attraverso un sentiero, si accede al

La diffusione degli italianismi

ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA BASILEA Conferenza del prof. Giovanni Rovere Università di Heidelberg ITALIANISMI ENTRATI NELLA LINGUA TEDESCA Venerdí 22 ottobre 2010, 18:15, in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1 Giovanni Rovere è stato dal 1974 al 1982 assistente al Romanisches Seminar dell’Università di Basilea. Dal 1983 insegna linguistica italiana all’Università di Heidelberg. Si occupa principalmente di (meta-)lessicografia. È coautore del Wörterbuch der italienischen Verben (Klett, Stoccarda 1998) e del Dizionario idiomatico tedesco italiano (Zanichelli, Bologna 2009). Ha collaborato al Dizionario di italianismi in francese, inglese, tedesco (Accademia della Crusca, Firenze 2008). Attualmente cura la parte italiana del Wörterbuch zur Lexikographie und Wörterbuchforschung di cui è uscito il primo volume (De Gruyter, Berlino 2010). Fra le altre pubblicazioni si citano: Testi di italiano popolare (CSER, Roma 1977), Il discors

“L'ALBERO GENEALOGICO” di Piero Bianconi

Sono pagine talora drammatiche quelle che Piero Bianconi scrive sul passato dei suoi avi; un trascorso che egli sente remoto, un mondo che riemerge soprattutto dalla lettura di alcun lettere inviate dai suoi antenati emigrati in terre straniere. L’autore si trova nel mezzo di due generazioni completamente agli opposti: quella dei suoi predecessori e quella del figlio, ed in questo contesto si sente sperduto, isolato, in bilico tra due stili di vita che pur attigui nel tempo, sembrano infinitamente lontani. Nel rapido evolversi degli anni, tuttavia, non cambiano i sentimenti che sono intrinseci all’uomo, quelle sensazioni che nemmeno il progresso, con tutte le sue sfaccettature, riuscirà a distruggere… Questo libro, non facile, necessita a tratti una lenta lettura, ma riserva un finale estremamente significativo. [ Adriana Michielin, Villorba ] [ Adriana Michielin e don Pietro Zardo in occasione di una presentazione di un libro ]

Conoscere Basilea

ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA - BASILEA Conferenza in tedesco del Libero docente dott. Claudio Sieber-Lehmann Università di Basilea Basel zur Zeit der Gründung der Universität Sabato 18 settembre 2010 dalle 19 alle 19.30 nell’aula 103 dell’Università di Basilea, Petersplatz 1 Claudio Sieber-Lehmann (1956) consegue la maturità nel 1975 a Basilea. Studia storia, latino greco e tedesco all’università e nel 1979-80 collabora con la televisione svizzera tedesca DRS. Ottenuta la licenza nel 1984 collabora dal 1988 al 1991 al progetto del Fondo Nazionale della Ricerca "Forschungen zur Mentalitätengeschichte im Hoch- und Spätmittelalter", diretto da František Graus und Guy P. Marchal. Dal 1992 al 1995: Nachwuchsstipendium des Schweizerischen Nationalfonds mit Forschungsaufenthalt am Max Planck-Institut für Geschichte (Göttingen) und an der École des Hautes Études en Sciences Sociales (Paris). 1992 dottorato con la dissertazione "Spätmit

2. “IL LIBRO DELL’ALPE” di Giuseppe Zoppi

ricevo e pubblico un commento al libro di Giuseppe Zoppi . Dopo aver letto l’ultima pagina di questo libro, ho immaginato un grande quadro, un pannello pieno di sfumature, dove l’autore ritornato nei luoghi della sua infanzia ha dipinto le scene più emblematiche non solo di quel periodo, ma anche della quotidianità che perennemente si ripete. Flora e fauna sono testimoni di un vivere all’aria aperta, dove la natura, la laboriosità e la semplicità dell’uomo si fondono all’unisono. Da ciò che lo circonda e dalla tavolozza dei ricordi, il protagonista ha estratto una miriade di colori; il verde dei monti, il bianco della neve, il nero dei giorni avversi, il rosso delle ciliegie mature, l’oro del sole, il grigio della malinconia… Il tutto incorniciato da molteplici sensazioni e da infinite emozioni che l’artefice mirabilmente ha trasmesso con straordinaria poesia. [ Adriana Michielin - Villorba ] [ Adriana Michielin e lo scrittore Arrigo Petacco ]

Il fondo del sacco

Il romanzo " Il fondo del sacco " di Plinio Martini è raccontato in una lingua aderente al parlato e mette in evidenza uno spaccato di vita di un lembo della Svizzera degli anni Venti del secolo scorso. In una valle del Canton Ticino, attorniata da impervie montagne, si susseguono spesso dei fatti tragici che colpiscono in maniera drammatica la popolazione. Gori, il protagonista principale, è figlio di quella terra e appartiene a una famiglia numerosa che però a differenza di altre ha di che sfamarsi, essendo proprietaria di vario bestiame ed altri beni. La sua vita è certamente dura, ma non tanto da giustificare l’emigrazione; ciò nonostante decide assieme al fratello di cercar fortuna in America, come tanti altri in quegli anni. Nella lontananza emergono i ricordi e ripercorre a ritroso gli avvenimenti – soprattutto uno in particolare ­– che hanno segnato lo scorrere del tempo nel suo paese. Anche i più insignificanti ora assumono un valore diverso

Il mondo di Giuseppe Zoppi

Per chi come me è nato in un posto di mare, leggere “ Il libro dell'alpe ” di Giuseppe Zoppi , è come scoprire un tesoro nascosto, fatto di colori, di suoni, da sempre visti e ascoltati, ma che fino a ieri sembrano appartenere solo all'immensa distesa dell'acqua. E proprio così come il mare ha mille sfumature che vanno dall'azzurro all'indaco, dal verde al violetto, così la montagna di Giuseppe Zoppi ha un intero arcobaleno di colori: dal grigio al nero, dal viola al turchino raggiante, fino al verde, pallido, intenso e lucente. Per chi come me è stato cullato dal suono delle onde e dal canto delle sirene, la montagna è sempre apparsa tacita e silenziosa, fino a quando attraverso le pagine di questo libro è giunto al mio orecchio il sibilo del torrente tra la sabbia del canaletto, l'uccelletto che pigola tra i faggi col suo ritornello, la canzona intonata dai grilli, il ticchettio della grandine che cade sull'erba: solo il suono dei raggi del sole non sono r

conferenza sul passo del San Bernardino

Ricevo e pubblico: ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA BASILEA Conferenza dell’ingegnere Paolo Mantovani Dalle mulattiere alle strade commerciali attraverso lo Spluga e il San Bernardino per collegare i porti del Mediterraneo ai centri commerciali della Germania . Giovedí 22 aprile 2010, alle ore 18:15 in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1 Paolo Mantovani è nato a Soazza nel 1943. È ingegnere (ora in pensione) e da molti anni dedica una gran parte del suo tempo libero alla raccolta delle testimonianze sul passato della sua gente nell’alta Valle Mesolcina e allo studio delle antiche vie di comunicazione nelle Alpi retiche. Fra le sue pubblicazioni: " Kunstbauten für Kunststrassen " in: " Richard La Nicca, Bilder der Baukunst ", Verlag Bündner Monatsblatt, Chur, 2006; " La strada commerciale del San Bernardino ", Editore Armando Dadò, Locarno, 1988. Il 17 aprile 2008 il giornalista Orazio Martinetti tenne u

Piero Bianconi e il suo Albero

Si intitola " Albero genealogico " il libro di Piero Bianconi (1899-1984) che permette al lettore di entrare in quel mondo ticinese a cavallo tra il XIX e il XX secolo fatto di valori - come quello della famiglia - e di emigrazione, quando i giovani lasciavano le proprie borgate per cercare lavoro in Paesi come gli Stati Uniti d'America e l'Australia. Grazie al signor Andreas Langenbacher ( Pro Helvetia ) ho avuto modo di leggere questo bellissimo libro, a volte crudo, a volte poetico, e alcuni brani mi hanno rimandato alla narrativa e alle lotte in difesa dell'ambiente di Anna Gnesa . Ad esempio, nell'edizione del 1978, alle pagine 9 e 10, Bianconi così parla della diga costruita all'imbocco della Val Verzasca: "Fermata dal muro prepotente l'acqua sale e pian piano inghiotte dirupi campi e stalle, sommerge un mondo di immemore fatica anonima per creare energia, calore, luce". Leggendo queste frasi si pensa subito alla scrittrice Anna Gnesa c

La figura della donna nell’arte

Ricevo e pubblico : ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA - BASILEA Conferenza della storica dell’arte prof.ssa Eles Iotti La figura della donna nell’arte Mercoledí 10 marzo 2010, alle ore 18:15 in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1 Molti di voi ricorderanno Eles Iotti che il 5 settembre 2008 tenne una affascinante conferenza dal titolo intrigante Il Correggio : un autore per contemplatori di nuvole. Eles Iotti è esperta di educazione all’immagine e ha collaborato per anni al progetto di didattica museale “Scuole in Galleria” . Lavora alla realizzazione e cura di progetti educativi sui beni culturali per le scuole superiori della città di Parma e della provincia (La città: arte e storia; Natura e Artificio; Scoprire Parma). Eles Iotti idea e conduce corsi di storia dell’arte moderna per la divulgazione al grande pubblico delle poetiche espressive del novecento (Attraverso le avanguardie; Oltre le avanguardie; L’arte di raccontare l’ar

“Lungo la strada” di Anna Gnesa

Qui di seguito propongo alcune riflessioni dello scrittore Luigi Giovannini sulla figura e l'opera di Anna Gnesa . Giovannini è da anni impegnato nel volontariato ed è un appassionato della montagna. Villorba - Anna Gnesa viene ricordata come una delle più apprezzate interpreti della letteratura ticinese dello scorso secolo. Per comprendere appieno i suoi saggi raccolti nelle due opere intitolate “ Questa valle ” e “ Lungo la strada ” è opportuno elencare i momenti salienti della sua vita dalla nascita fino all’apice della sua formazione culturale e professionale. Originaria di Brione Verzasca vive l’adolescenza tra i paesini circostanti l’omonima valle. Quest’ultima, circondata da alte montagne, appartiene alla Svizzera del Canton Ticino e si colloca a nord del lago Maggiore. Nella città di Locarno ottiene il diploma magistrale e per diversi anni insegna ai bambini delle scuole elementari di Lavertezzo. In seguito entra in convento e da religiosa trascorre un certo numero di anni