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Padre Marco Flecchia, Sono accanto a tutti

intervista a cura di Carlo Silvano SOAZZA (Grigioni italiano)  – Dopo aver riletto un’intervista che padre  Marco Flecchia  mi ha rilasciato nel 2009 sulla sua attività di parroco nelle due valli italofone della Mesolcina e della Calanca, è sorto il desiderio di tornare a parlare – a undici anni di distanza – di alcuni argomenti particolari, come l’identità socio-religiosa, l’associazionismo laicale e lo spopolamento della Val Calanca. La precedente intervista è reperibile cliccando all’indirizzo  Intervista a a padre Marco Flecchia  e le foto proposte in questo articolo riguardano Soazza e sono state gentilmente offerte da padre Marco. Don Marco, nel 2009 nel corso di un’intervista che mi ha rilasciato, Lei affermava che il cattolicesimo rappresentava un carattere significativo della realtà delle Valli Mesolcina e Calanca. Dopo undici anni, ritornando su questo argomento, quali osservazioni si sente di proporre? Si può affermare grosso modo la stessa realtà di allora, pur t

Carlo Silvano, "La bambina della masseria Rutiglia"

Col patrocinio morale del Circolo di lettura "Anna Gnesa" è stato pubblicato il romanzo breve intitolato "La bambina della masseria Rutiglia" di Carlo Silvano, ambientato nelle campagne vesuviane durante l'ultimo conflitto mondiale. Qui di seguito viene proposta la prefazione scritta da Carmela Silvano: Prefazione di  Carmela Silvano Nel territorio napoletano non è raro trovare ancora, disseminate nelle campagne, antiche masserie ereditate da un tempo lontano, quando questi agglomerati di abitazioni e stalle erano circondate da enormi distese di campi coltivati e sporadiche casupole. La masseria  Rutiglia  non fa eccezione anche se in questi ultimi decenni il suo territorio è stato stravolto: oggi, infatti, si presenta con zone che erano state tolte ai coloni e poi abbandonate, mentre in altre zone si evidenziano costruzioni e manufatti con qualche capannone artigianale. Al di là di questo scempio, essa è ancora lì, al confine tra due comuni della pro

"L'anno della valanga" di Giovanni Orelli

Da Luigi Giovannini (Villorba - Treviso) ricevo e propongo questo post su un libro dello scrittore elvetico Giovanni Orelli . Giovanni Orelli ebbe i suoi natali a Bedretto in Svizzera nel 1928. Studiò a Zurigo e poi a Milano. Conseguì la laurea in filosofia medioevale ed umanistica. Insegnò nel liceo cantonale di Lugano e fu collaboratore del settimanale “Politica nuova”. Ottenne diversi premi letterari e si schierò politicamente nel partito socialista ricoprendo il seggio di deputato al Gran Consiglio del Canton Ticino per una legislatura. La sua carriera letteraria ebbe inizio nel 1965 con il libro “L’anno della valanga”, vincitore del premio "Veillon". Assieme alle numerose opere che gli sono attribuite e che lo hanno elevato al livello di ottimo prosatore, viene ricordato anche per aver percorso la strada poetica sia con opere in italiano che nel dialetto di Bedretto. Questo antico borgo da il nome all’omonima valle dalla quale, attraverso un sentiero, si accede a