Passa ai contenuti principali

Il boiaro, romanzo

Col patrocinio morale del Circolo di lettura "Anna Gnesa" è stato pubblicato un mio romanzo intitolato "Il boiaro".

L'idea di scrivere questo romanzo mi è venuta nel mese di ottobre del 1986, durante un breve soggiorno a Lostallo, in val Mesolcina (Grigioni - Svizzera), ospite di un'amica. Ed è a questa persona che ho dedicato questo libro - scritto a Pollena tra il 1987 e il 1988 - e pubblicato per la prima volta nel 1989. Oggi, riproponendo queste pagine ai lettori dopo averle riviste e corrette, ripenso e mi sento profondamente legato a tutti i miei familiari.
Questa nuova edizione - pubblicata con i tipi delle Edizioni del noce - è arricchita con una prefazione a firma di Massimo Valli.

Carlo SILVANO, "Il boiaro", romanzo, Edizioni del noce 2012, pp. 126, euro dieci, isbn 978 88 87555 92 9.

Commenti

Post popolari in questo blog

Mesolcina e Calanca. Quando le donne correvano il rischio di essere accusate di stregoneria

Il cardinale Carlo Borromeo e la caccia alle streghe nella valle della Mesolcina e val Calanca* Il tema dell’Autorità nella Chiesa cattolica si presenta particolarmente delicato quando si toccano questioni legate all’Inquisizione e alla cosiddetta “caccia alle streghe”, dove, ad un primo acchito, sembrano cocenti e inappellabili le responsabilità che non pochi ecclesiastici hanno avuto in merito a processi subiti da uomini e donne condannati poi al rogo. E trattare dei processi per stregoneria significa anche parlare di una figura emblematica della Chiesa cattolica: san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano. Al card. Borromeo sono state mosse non poche accuse in merito alle sue presunte responsabilità nei processi, svoltisi nel 1583, per stregoneria nelle valli della Mesolcina [1] e della Calanca. Su questa delicata questione interviene Luca a Marca [2] con l’intervista che segue.   Può descrivermi la situazione sociale e religiosa della valle della Mes...

Padre Marco Flecchia, Sono accanto a tutti

intervista a cura di Carlo Silvano SOAZZA (Grigioni italiano)  – Dopo aver riletto un’intervista che padre  Marco Flecchia  mi ha rilasciato nel 2009 sulla sua attività di parroco nelle due valli italofone della Mesolcina e della Calanca, è sorto il desiderio di tornare a parlare – a undici anni di distanza – di alcuni argomenti particolari, come l’identità socio-religiosa, l’associazionismo laicale e lo spopolamento della Val Calanca. La precedente intervista è reperibile cliccando all’indirizzo  Intervista a a padre Marco Flecchia  e le foto proposte in questo articolo riguardano Soazza e sono state gentilmente offerte da padre Marco. Don Marco, nel 2009 nel corso di un’intervista che mi ha rilasciato, Lei affermava che il cattolicesimo rappresentava un carattere significativo della realtà delle Valli Mesolcina e Calanca. Dopo undici anni, ritornando su questo argomento, quali osservazioni si sente di proporre? Si può affermare grosso modo la stessa...

Carlo Silvano, "La bambina della masseria Rutiglia"

Col patrocinio morale del Circolo di lettura "Anna Gnesa" è stato pubblicato il romanzo breve intitolato "La bambina della masseria Rutiglia" di Carlo Silvano, ambientato nelle campagne vesuviane durante l'ultimo conflitto mondiale. Qui di seguito viene proposta la prefazione scritta da Carmela Silvano: Prefazione di  Carmela Silvano Nel territorio napoletano non è raro trovare ancora, disseminate nelle campagne, antiche masserie ereditate da un tempo lontano, quando questi agglomerati di abitazioni e stalle erano circondate da enormi distese di campi coltivati e sporadiche casupole. La masseria  Rutiglia  non fa eccezione anche se in questi ultimi decenni il suo territorio è stato stravolto: oggi, infatti, si presenta con zone che erano state tolte ai coloni e poi abbandonate, mentre in altre zone si evidenziano costruzioni e manufatti con qualche capannone artigianale. Al di là di questo scempio, essa è ancora lì, al confine tra due comuni dell...