Passa ai contenuti principali

2. “IL LIBRO DELL’ALPE” di Giuseppe Zoppi

ricevo e pubblico un commento al libro di Giuseppe Zoppi.

Dopo aver letto l’ultima pagina di questo libro, ho immaginato un grande quadro, un pannello pieno di sfumature, dove l’autore ritornato nei luoghi della sua infanzia ha dipinto le scene più emblematiche non solo di quel periodo, ma anche della quotidianità che perennemente si ripete.
Flora e fauna sono testimoni di un vivere all’aria aperta, dove la natura, la laboriosità e la semplicità dell’uomo si fondono all’unisono.
Da ciò che lo circonda e dalla tavolozza dei ricordi, il protagonista ha estratto una miriade di colori; il verde dei monti, il bianco della neve, il nero dei giorni avversi, il rosso delle ciliegie mature, l’oro del sole, il grigio della malinconia… Il tutto incorniciato da molteplici sensazioni e da infinite emozioni che l’artefice mirabilmente ha trasmesso con straordinaria poesia. [Adriana Michielin - Villorba]


[Adriana Michielin e lo scrittore Arrigo Petacco]

Commenti

Post popolari in questo blog

Mesolcina e Calanca. Quando le donne correvano il rischio di essere accusate di stregoneria

Il cardinale Carlo Borromeo e la caccia alle streghe nella valle della Mesolcina e val Calanca* Il tema dell’Autorità nella Chiesa cattolica si presenta particolarmente delicato quando si toccano questioni legate all’Inquisizione e alla cosiddetta “caccia alle streghe”, dove, ad un primo acchito, sembrano cocenti e inappellabili le responsabilità che non pochi ecclesiastici hanno avuto in merito a processi subiti da uomini e donne condannati poi al rogo. E trattare dei processi per stregoneria significa anche parlare di una figura emblematica della Chiesa cattolica: san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano. Al card. Borromeo sono state mosse non poche accuse in merito alle sue presunte responsabilità nei processi, svoltisi nel 1583, per stregoneria nelle valli della Mesolcina [1] e della Calanca. Su questa delicata questione interviene Luca a Marca [2] con l’intervista che segue.   Può descrivermi la situazione sociale e religiosa della valle della Mes...

Padre Marco Flecchia, Sono accanto a tutti

intervista a cura di Carlo Silvano SOAZZA (Grigioni italiano)  – Dopo aver riletto un’intervista che padre  Marco Flecchia  mi ha rilasciato nel 2009 sulla sua attività di parroco nelle due valli italofone della Mesolcina e della Calanca, è sorto il desiderio di tornare a parlare – a undici anni di distanza – di alcuni argomenti particolari, come l’identità socio-religiosa, l’associazionismo laicale e lo spopolamento della Val Calanca. La precedente intervista è reperibile cliccando all’indirizzo  Intervista a a padre Marco Flecchia  e le foto proposte in questo articolo riguardano Soazza e sono state gentilmente offerte da padre Marco. Don Marco, nel 2009 nel corso di un’intervista che mi ha rilasciato, Lei affermava che il cattolicesimo rappresentava un carattere significativo della realtà delle Valli Mesolcina e Calanca. Dopo undici anni, ritornando su questo argomento, quali osservazioni si sente di proporre? Si può affermare grosso modo la stessa...

Iniziativa dell'ASRI di Basilea

ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA BASILEA www.asri-basilea.ch / info@asri-basilea.ch Conferenza del Prof. Vito Mancuso “ Filosofia dell’amore” Giovedì 13 novembre 2014, ore 18.15 in un’aula dell’Università di Basilea, Petersplatz 1 L'espressione "filosofia dell'amore" può essere intesa sia nel senso che l'amore è oggetto dell'indagine, sia nel senso che l'amore ne è il soggetto in quanto spinge la mente a indagare e a riflettere. Vito Mancuso si muove su entrambi i fronti: dell'amore in quanto oggetto indaga l'origine e la ricca e contraddittoria fenomenologia, dell'amore in quanto soggetto illustra la particolare visione del mondo che esso fa scaturire. Vito Mancuso è un teologo laico. Ha insegnato presso la Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano e presso l'Università degli Studi di Padova. Il suo ultimo libro è Io ...